Preghiere dalla Terrasanta: il tempo della raccolta

Signore, tu sei stato per noi un rifugio, di generazione in generazione.

Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato,

come un turno di veglia nella notte.

Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore.

Volgiti a noi, Signore; fino a quando? (Salmo 89)

La guerra. giorno 26.

Signore, contiamo i nostri giorni. Tutti giorni di guerra. Troppi morti. Incessante il pianto. E macerie dappertutto. La guerra è ovunque a Gaza, in Israele, e in tutta la Palestina.

Ma dove siamo? In una terra santa, che hai santificato col tuo sangue? Ma tu non l’hai voluta santa proprio perché la morte non dovesse vincere?

In Terra santa trionfa la morte. Vieni ancora Signore.

Nelle città e nei villaggi, questo è sempre stato il tempo della raccolta delle olive. Ma i coloni attaccano le famiglie, minacciano e uccidono. Signore, tu guardi e lasci fare?

Sii il nostro rifugio, Signore. Proteggici e ferma la violenza di chi semina morte.

Oggi Signore ricordiamo le persone che sono morte e sappiamo che un giorno ci sarà un giudizio. Saremo giudicati sull’amore. Ma già qui, ogni azione che compiamo sulla terra crea attorno a noi un cielo o un inferno, se amiamo o odiamo i nostri fratelli.

Oggi il nostro pianto ci sovrasta e alziamo gli occhi al Cielo per supplicarti: Signore, asciuga fin d’ora le nostre lacrime. Ma già ora ci sei anche tu, Signore, in ogni persona che soffre, che ha fame, che muore in guerra.

Fa che ti riconosciamo per camminare con te e siamo buoni compagni con tutti i fratelli. Solo tu puoi ridarci coraggio nel cammino.

Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme, 2 Novembre 2023

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