Attivista di Palestine Action inizia lo sciopero della sete, affetto da una patologia genetica rara è a rischio di morte imminente

Articolo pubblicato originariamente su The Independent. Traduzione dall’inglese a cura di Veronica Bianchini per Bocche Scucite

Un attivista di Palestine Action rischia di morire entro pochi giorni poiché intensificando la sua protesta ha iniziato lo sciopero della sete, dopo aver ripreso lo sciopero della fame 13 giorni fa.

Secondo il gruppo di pressione “Prisoners for Palestine” Muhammed Umer Khalid, affetto da distrofia muscolare dei cingoli, una malattia genetica rara, potrebbe morire “nel giro di pochi giorni o persino ore” proprio a causa dei maggiori rischi associati alla patologia di cui soffre.

Il gruppo ha confermato che Khalid ha chiesto al personale del carcere di non intervenire nel caso dovesse perdere conoscenza.

Nei commenti diffusi da Prisoners for Palestine, la dottoressa Rupa Marya ha dichiarato: “Se la persona non assume liquidi, solitamente muore entro 3-4 giorni per insufficienza renale acuta e altri disturbi ”.

“A causa della sua patologia Umer Khalid rischia di morire anche prima di 3-4 giorni. Oggi è venerdì, se il governo britannico continua a non fare nulla, è possibile che per lunedì questo giovane sia ormai in fin di vita, se non morto”.

Le richieste di Khalid, comunicate al governo prima di iniziare lo sciopero della sete, immediato rilascio su cauzione, riapertura dell’inchiesta su Gaza (1), ma anche la “divulgazione delle riprese di sorveglianza realizzate con voli di spionaggio della RAF nella notte in cui sono stati uccisi gli operatori umanitari britannici della World Central Kitchen e la piena divulgazione dei dati sui danni causati dall’azione attuata da Palestine Action nella base di Brize Norton”.

Umer ha iniziato lo sciopero della fame prima di Natale, ma lo ha interrotto per gravi problemi di salute.

I detenuti che hanno partecipato allo sciopero della fame si trovano in carcere in attesa di processo per presunte effrazioni o danneggiamenti penali commessi per conto di Palestine Action prima che il gruppo fosse proscritto in base alla legge contro il terrorismo, accuse che essi respingono e di cui chiedono la revoca.

Il gruppo di pressione ha riferito che diversi altri partecipanti allo sciopero della fame, che hanno interrotto la loro azione dopo 73 giorni di digiuno, presentano sintomi della sindrome da rialimentazione, che può verificarsi dopo la reintroduzione del cibo dopo un periodo di malnutrizione.

Altri membri di Palestine Action hanno ripreso ad alimentarsi all’inizio di gennaio, in quanto il governo ha accolto una delle loro richieste principali.

  1. Il 4 giugno 2025 il deputato Jeremy Corbyn ha presentato alla Camera dei Comuni britannica un disegno di legge in cui si chiedeva al governo di aprire un’inchiesta indipendente sul coinvolgimento del Regno Unito nelle operazioni militari israeliane a Gaza, compresa la fornitura di armi, aerei da ricognizione e l’uso delle basi della Royal Airforce. In seconda lettura, il 4 luglio 2025, il governo ha respinto tale disegno di legge rifiutando di aprire l’indagine. L’opinione pubblica, tuttavia, ha il diritto di conoscere la portata reale della complicità del proprio governo nel genocidio.

  2. Nell’aprile del 2024 tre operatori umanitari britannici sono stati uccisi nel corso di un attacco perpetrato da Israele a Gaza. John Chapman, 57 anni, James Henderson, 33 anni, e James Kirby, 47 anni, sono tre dei sette operatori della World Central Kitchen rimasti uccisi nell’attacco. Secondo quanto ha riferito l’Ong, essi viaggiavano con un convoglio che aveva appena scaricato più di 100 tonnellate di aiuti alimentari provenienti dall’estero. Tutti e tre i veicoli del convoglio sono stati colpiti mentre si allontanavano da un magazzino che si trovava a Deir al-Balah, a sud della città di Gaza. Rishi Sunak, all’epoca primo ministro, ha dichiarato che queste morti lo hanno “inorridito”. Perché non è mai stata fatta giustizia, né è stata data una risposta chiara su come e perché sia successo tutto questo?

  3. Fonte: Prisoners for Palestine

  4. https://prisonersforpalestine.org/read-our-letter-to-the-government-regarding-hunger-striker-umer-khalid/

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