“Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”: il nuovo rapporto di Francesca Albanese

Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi, ha pubblicato un nuovo rapporto in cui sostiene che molti Stati, soprattutto occidentali, abbiano facilitato, legittimato e infine normalizzato la campagna genocida perpetrata da Israele.

Il rapporto “Gaza Genocide: a collective crime” (Genocidio di Gaza: un crimine collettivo) dimostra ulteriormente che, alla luce di questa complicità, il genocidio in corso dei palestinesi deve essere inteso come un crimine abilitato a livello internazionale.

SCARICA QUI la versione in italiano (traduzione di Girolamo di Michele)

Il documento denuncia il genocidio in corso a Gaza come un crimine collettivo reso possibile dalla complicità di Stati terzi, soprattutto occidentali, che hanno sostenuto Israele politicamente, militarmente ed economicamente, permettendogli di violare a lungo il diritto internazionale.

  1. Complicità internazionale:
    Senza il supporto di altri Stati, l’occupazione israeliana dei Territori Palestinesi Occupati non sarebbe potuta continuare. Gli aiuti militari, economici e politici hanno consentito a Israele di consolidare un regime di apartheid coloniale, aggravato da demolizioni, restrizioni e uccisioni. Dal 2023, la violenza ha raggiunto livelli senza precedenti.

  2. Genocidio come crimine promosso a livello internazionale:
    Il genocidio dei palestinesi è definito un crimine sostenuto globalmente. Gli Stati complici hanno legittimato e normalizzato le azioni di Israele, riproducendo retoriche coloniali e distorsioni del diritto internazionale (come l’uso di civili palestinesi come “scudi umani”).

  3. Forme di sostegno alla violenza israeliana:
    Il rapporto individua quattro principali settori di appoggio:

    • Diplomatico: normalizzazione dell’occupazione e mancato cessate il fuoco;

    • Militare: trasferimenti di armi e cooperazione che consentono la prosecuzione della guerra;

    • Economico: legami commerciali che rafforzano l’economia israeliana;

    • “Umanitario”: distorto e strumentalizzato, mentre gli aiuti reali vengono ostacolati.

  4. Richiamo alla responsabilità internazionale:
    Il documento invita gli Stati a intervenire come fecero contro il regime di apartheid sudafricano, applicando sanzioni e misure concrete. La mancata azione verso Israele rivela gravi doppi standard e mina la credibilità dell’intero sistema internazionale di giustizia e diritti umani.

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