Articolo pubblicato originariamente sul sito di Hind Raab Foundation. Traduzione dall’inglese a cura della redazione di Bocche Scucite
2 luglio 2026, Bruxelles (Belgio) / Napoli (Italia) – La Hind Rajab Foundation (HRF) ha presentato una denuncia penale presso la Procura della Repubblica di Roma contro il soldato israeliano Arik Ben Asulin, in servizio nel 749° Battaglione Genio da combattimento.
Secondo la denuncia, Ben Asulin avrebbe partecipato a crimini di guerra, crimini contro l’umanità e atti di genocidio nel corso delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.
Il documento si inserisce in un contesto di devastazione su larga scala: secondo dati ONU, il numero delle vittime palestinesi ha superato le 73.000 persone, di cui oltre 22.000 bambini, mentre circa il 92% delle unità abitative di Gaza risulta distrutto.
L’indagine della HRF sostiene che il soldato abbia avuto un ruolo diretto nella distruzione di infrastrutture civili, tra cui l’Università Al-Azhar e diversi quartieri residenziali nelle aree di Shuja’iya e del Corridoio di Netzarim.
Le prove raccolte includerebbero contenuti pubblicati dallo stesso imputato sui social media, tra cui video di demolizioni e immagini che lo mostrano mentre maneggia cavi di detonazione, elementi che secondo la denuncia indicherebbero sia il coinvolgimento operativo sia l’approvazione pubblica delle azioni.
Il 749° Battaglione Genio da combattimento, in cui Ben Asulin sarebbe stato schierato almeno da novembre 2023, è stato descritto da varie fonti come parte di campagne sistematiche di distruzione nel sud e nel nord di Gaza, in particolare lungo il Corridoio di Netzarim. In alcune comunicazioni interne e pubbliche, l’unità avrebbe persino associato la propria identità alla distruzione infrastrutturale del territorio.
La denuncia richiama il principio della giurisdizione universale previsto dal diritto internazionale, citando le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, chiedendo alle autorità italiane di avviare un’indagine formale su Ben Asulin, che si troverebbe attualmente in Italia.
Le accuse includono:
- Crimini di guerra, tra cui attacchi intenzionali a obiettivi civili e distruzione non giustificata da necessità militari
- Crimini contro l’umanità, in particolare sterminio nell’ambito di un attacco sistematico contro la popolazione civile
- Genocidio, inteso come imposizione di condizioni di vita finalizzate alla distruzione totale o parziale del gruppo palestinese
Secondo la HRF, i materiali raccolti dimostrerebbero non solo la partecipazione diretta alle operazioni, ma anche la loro documentazione e diffusione pubblica.
Il direttore generale della fondazione, Dyab Abou Jahjah, ha dichiarato che è inaccettabile che persone accusate di gravi crimini internazionali possano circolare liberamente, chiedendo la fine dell’impunità e l’intervento delle autorità giudiziarie italiane.
La responsabile legale Natacha Bracq ha sottolineato che le prove indicherebbero un coinvolgimento attivo nella distruzione di intere comunità e che le autorità italiane sono tenute a rispettare gli obblighi del diritto internazionale.
La Hind Rajab Foundation ha annunciato che continuerà a utilizzare strumenti legali internazionali per perseguire i responsabili delle violazioni a Gaza, definendo il caso un banco di prova per l’impegno dell’Italia contro l’impunità nei crimini internazionali.

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