Articolo pubblicato originariamente su Amnesty International
Il 22 marzo la Facoltà di Lettere e Filosofia avrebbe dovuto ospitare la presentazione del rapporto di Amnesty International, pubblicato il 1° febbraio, sul crimine di apartheid commesso da Israele nei confronti della popolazione palestinese. A poche ore dall’evento, tuttavia, la concessione dello spazio autorizzato sette giorni prima è stata ritirata.
Il 28 marzo il presidente di Amnesty International Italia, Emanuele Russo, ha scritto alla prof.ssa Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza, lamentando che sia stata presa tale decisione in uno spazio che dovrebbe valorizzare la libertà d’informazione e di ricerca.
Il giorno successivo la rettrice ha replicato dichiarando che la Facoltà di Lettere e Filosofia si è trovata costretta ad annullare l’iniziativa poiché gli organizzatori non hanno consentito la possibilità di un contraddittorio.
Amnesty International Italia conferma la propria ricostruzione dei fatti: l’organizzazione era stata chiamata non a partecipare a un dibattito politico ma a presentare un rapporto e in ogni caso, nel corso di un’eventuale discussione successiva, i relatori e le relatrici presenti avrebbero potuto esprimere pubblicamente le loro posizioni.
Amnesty International partecipa regolarmente a iniziative pubbliche o ad attività di comunicazioni nelle quali è chiamata a presentare i propri rapporti sulle violazioni dei diritti umani e a dialogare con chi ha opinioni diverse, compresi i rappresentanti dei governi o loro portavoce e sostenitori. Ma non accetta che chi ospita un evento ponga all’ultimo minuto come condizione la presenza di altri relatori e, in caso contrario, lo annulli.
Peraltro, com’è prassi dell’organizzazione, il rapporto in questione era stato inviato per commenti alle autorità israeliane ben prima della pubblicazione. Queste avevano preferito avviare un’azione di discredito 24 ore prima del lancio del rapporto, azione che è tuttora in corso.


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