341° giorno di guerra.
“Ho continuato a sperare nel Signore. Si è chinato su di me e ha ascoltato il mio lamento.
Mi ha tratto fuori dalla fossa, dalla fangosa palude della morte”
(Salmo 40, 2-3)
Morti, feriti, case demolite e città occupate, ovunque ormai nella terra di Palestina
E nella Striscia i rimasti vivi sono esposti a qualsiasi genere di sofferenza. Troppe lacrime, troppe sofferenze a Gaza e in tutta la Cisgiordania, o Dio.
Ma nonostante tutto continuo a sperare nel Signore che può tirarmi fuori dalla fossa della morte.
E’ lui il nostro unico sostegno. In questa terra diventata deserto di umanità noi preghiamo con il Salmista: “Si è chinato verso di me per sentire il mio grido”.
Abbi pietà di Gaza, abbi compassione di tutte le vittime di questa guerra folle, inumana, che è un’offesa all’uomo e a te o Padre, Dio e Creatore.
Ma nonostante tutto continuo a sperare nel Signore che può tirarmi fuori dalla fossa della morte.
Come quelle voragini di enormi bombe sulle tende piene di famiglie sfollate ad Al Mawasi. I soccorritori hanno scavato nell’orrore dal baratro corpi di bambini e povera gente già confusa dalla melma e dal fango, proprio come dice l’antico Salmo.
Signore, noi vogliamo resistere al nostro annientamento e preghiamo, piangiamo, gridiamo a te che ci ascolti.
Ma nonostante tutto continuo a sperare nel Signore che può tirarmi fuori dalla fossa della morte.
Nella tua bontà o Padre, con il tuo amore per tutti, che tutti perdona, guarda a tutti i belligeranti da ogni parte e abbi pietà, e ferma la follia dei tuoi figli.
In questa palude di morte i loro atti irrazionali non hanno più senso. E’ pura distruzione.
Ma nonostante tutto continuo a sperare nel Signore che può trarmi fuori dalla fossa della morte.
Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme, 13 Settembre 2024
Tutte le preghiere di mons. Sabbah sono scaricabili dal sito www.bocchescucite.org

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