Preghiere dalla Palestina: TERRORE ALL’INTORNO. Non possiamo più aspettare

Ma il Libano del Sud non è menzionato nel trattato,

né Gaza, né i coloni che stanno devastando il nostro territorio…”

Restiamo in una situazione di morte, Signore. Israele dice al popolo palestinese: voi qui non avete il diritto di esistere. E noi palestinesi rispondiamo: siamo a casa nostra, nel nostro Paese e sulla nostra terra. E intanto continuano le incursioni dell’esercito e gli attacchi dei coloni. E ancora tanti morti, case che vengono demolite, persone costrette ad abbandonare i loro villaggi e migliaia di prigionieri di cui nessuno parla. E a Gaza? Lo sterminio continua mentre si ripete che la guerra sarebbe finita. Israele ha attaccato l’Iran e il 15 giugno è stato firmato un trattato di pace con l’Iran ma il Libano meridionale non c’è nel trattato, né Gaza, né i coloni che stanno devastando in casa nostra.

“Sentivo la calunnia di molti: terrore all’intorno!

Sono stanco di gridare. I miei occhi si sono stancati di aspettare il mio Dio”

(Geremia 20, 10. Salmo 68, 4)

Siamo stanchi di aspettare, attoniti dal terrore che i coloni e i militari seminano ormai in tutti nostri villaggi e città della Cisgiordania. Sono sicuri perché il mondo continua a far finta di non vedere. E per noi le parole del profeta, che ascolteremo nelle nostre parrocchie domenica: “Terrore all’intorno!”

Signore, non possiamo più restare a guardare.

Vogliono la nostra fine, come palestinesi. Il piano si è chiarito e la nostra gente ha paura. I parroci assistono al partire di intere famiglie. Se ne vanno dalle loro case e dai loro ulivi secolari, incendiati come nel mio villaggio di Taybeh. Emigrano ovunque nel mondo e il mondo non vuole fermare l’aggressore. “Sentiamo la calunnia di molti”.

Signore, non possiamo più tacere.

Tutti stiamo sotto il tuo giudizio. Siamo tutti tuoi figli ma tu vedi e distingui gli oppressi da coloro che ci opprimono. Tutti lo vedono. Anch’io “sono stanco di gridare, Signore”. Si fermi il genocidio. Ferma tu le loro azioni di morte sulla nostra terra. Tu portaci la pace e salvaci.

Signore, non possiamo più aspettare. Abbi pietà.

Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme, 19 giugno 2026

Tutte le preghiere quotidiane sono scaricabili dal sito www.bocchescucite.org

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