UK: Oltre 2 mesi di sciopero della fame, attiviste-i di “Palestine Action” rischiano seriamente la vita

LONDON, ENGLAND - DECEMBER 11: Protestors block Whitehall outside Downing Street in support of the Palestine Action hunger strikers on December 11, 2025 in London, United Kingdom. Demonstrators are calling for charges to be dropped against a group of Palestine Action campaigners known as the Filton24, who have been detained under counter-terrorism laws, accused of taking part in protest actions against Israeli weapons manufacturer Elbit Systems. Several members of the group have been on hunger strike for weeks, demanding the closure of Elbit Systems sites in the UK, the lifting of the government's proscription of Palestine Action, and the right to fair trials. (Photo by Guy Smallman/Getty Images)

Articolo pubblicato originariamente su Radio Onda D’Urto

Heba Muraisi, Kamran Ahmed, Lewie Chiaramello e Teuta Hoxha sono 4 attiviste-i di Palestine Action che sono in sciopero della fame – in alcuni casi da oltre 2 mesi – nelle carceri britanniche (altre 4 attiviste-i hanno invece dovuto interrompere l’azione di lotta nelle scorse settimane).

Le loro condizioni di salute sono pericolosamente vicine al punto di non ritorno.

Nelle ultime ore il network “Prisoners For Palestine” ha fatto sapere che “l”attivista Teuta Hoxha deve essere ricoverata in ospedale, ma le autorità carcerarie gli hanno negato le cure mediche. Per questo ha dovuto sospendere lo sciopero della fame dopo oltre due mesi senza cibo”, pur tornando  a chiedere – per Hoxha e per tutte-i – “la libertà su cauzione immediata e il diritto a un giusto processo”.

Attiviste-i rischiano seriamente la morte, dopo oltre due mesi di sciopero della fame, lanciato dopo l’incarcerazione con l’accusa pesantissima di terrorismo, per azioni nonviolente dirette contro le complicità anche britanniche nel genocidio per mano israeliana in corso in Palestina.

Un’accusa pesantissima e surreale, che va ben oltre le contestazioni specifiche (come irruzione di edifici, scasso e altro) e figlia della decisione dell’estate 2025 del governo (laburista) di Londra di mettere al bando Palestine Action in quanto “organizzazione terroristica”, inserendola nella stessa categoria di gruppi come al-Qaeda e Daesh e persino di movimenti neonazisti e suprematisti.

8 attiviste-i sono così in carcere dall’autunno 2025, in particolare per il loro presunto coinvolgimento nell’irruzione  di Filton (Bristol) dentro Elbit Systems, azienda bellica israeliana, con sedi in tutta la Gran Bretagna, oltre che per un’altrettanto presunta effrazione in una base aeronautica della Royal Air Force nell’Oxfordshire, dove due aerei militari sono stati colpiti con vernice rossa.

Le persone incarcerate di Palestine Action sono ancora tutte in attesa di un qualsiasi giudizio;  le udienze non si sono infatti ancora nemmeno tenute. In alcuni casi sono state fissate addirittura per il 2027. Pure il ricorso presentato davanti all’Alta Corte di Londra sull’incarcerazione preventiva e la contestazione di “terrorismo”, previsto per fine 2025, per ora non è ancora stato discusso.

Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Carlo Gianuzzi, nostro storico corrispondente sulle questioni irlandesi (e non solo) oltre che co-curatore della rubrica e del podcast “Diario d’Irlanda”. Ascolta o scarica.

 

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