Viaggio in Palestina della Campagna Ponti e non Muri di Pax Christi – giorno 2
At-twani. Hafez non può più portarci sulla Collina e sotto il tradizionale albero delle testimonianze che è diventata zona militarizzata, abbiamo fatto solo una passeggiata nel paese. In compenso al caldo nella sua casa dove ha parlato ed abbiamo pranzato. Ci ricorda con affetto per la solidarietà e ci racconta del suo villaggio strategico vicina alla green line con tanti piccoli insediamenti disseminati e abitati da non pochi pastori e contadini. Dopo il 67 tutto è cambiato con l’inizio della colonizzazione. È cosciente del progetto di colonizzazione che li riguarda e che progredisce: isolare, dividere con strade, stabilire zone militarizzate, trasferire popolazione con i camion militari e distruggere le abitazioni concentrando più palestinesi in meno terra. Sono sotto controllo militare che prepara l’avanzata dei coloni con preciso coordinamento. E restano sotto la legge militare che non permette alcuna struttura ed infrastruttura ai palestinesi.
La stessa casa di Hafez è sotto demolizione. Fanno di tutto perché se ne vadano, danneggiamento continuo. I movimenti sono resi più difficili. Il cancello giallo che blocco l’ingresso e l’uscita è molto recente, ma pare al momento poco usato. Dal novembre 1999 è stato attivato un ordine militare che ha dichiarato irregolari i villaggi palestinesi. Da lì hanno cominciato le distruzioni e il trasferimento su camion militari dall’altra parte della strada. Hafez, bambini e animali li ha fatti venire ad At Twani offrendo accoglienza per quanto possibile. Ad At Twani c’è un piano regolatore specifico dal 2012. Dal 2000 si sono avvicinati anche israeliani solidali. Hanno iniziato a fare una corretta informazione e aiutare a trovare una via legale per fare resistenza. Anche alla Corte suprema. Dal 2000 al 2022!
È durato un processo Civile e la sentenza ha riconsegnato diritti al ritorno nei villaggi. Da lì ha avuto inizio un’attività di cooperazione fra i villaggi per proseguire sulla via legale e nonviolenta. Hafez è diventato il leader del Comitato delle Colline a sud di Hebron. Non è facile organizzare manifestazioni settimanali plurime non violente e costanti. Subire ritorsioni violente, senza reagire nello stesso modo. Hafez è stato arrestato più volte. E’ stato picchiato con fratture. E’ stato tre settimane in prigione senza cure, fermo seduto. Al Jazeera era presente, è servito. Il suo corpo racconta. Amira Hass ha denunciato e il comandante militare ha smesso di vessare. E hanno recuperato ettari di terreno ed evitato il muro. Con una seconda sentenza il muro è stato dichiarato illegale ad At Twani.
Ma nel marzo 2022, col via libera ai coloni, è ripresa la resistenza. Dal 7 ottobre è cambiato tutto: controllo asfissiante, invasione dei coloni travestiti da militari e nuove distruzioni e incursioni violente. Spari nella moschea con un ferito grave.
I coloni spadroneggiano e con grandi greggi mangiano tutto e assemblano nel loro gregge anche le pecore palestinesi. C’è una sofferenza grande sotto assedio, con il diritto al movimento violato. La situazione economica è grave, è difficile alimentare il bestiame in uno spazio ristretto. I palestinesi sono vittime dei governi internazionali. “Ma anche voi” ci dice Hafez, “sarete vittime della vostra complicità o della vostra indifferenza”. Continuate a resistere. “Hamas ha un ideologia sbagliata, ma non tocca ad altri giudicare il modo del diritto di difesa del popolo occupato. Certo io sto facendo il contrario e alcuni risultati si vedono”.
Poi ci spostiamo verso Hebron (al-khalil) e incontriamo Issa Amro di Youth Against The Settlements (YAS)
Sui palestinesi viene testata l’intelligenza artificiale per il controllo delle persone e poi viene venduta in Europa.
L’UE investe il doppio degli USA in Israele e i frutti vanno a i coloni ed alle aziende del controllo. I palestinesi sono le cavie. Per tre anni è hanno proibito raccogliere le olive sotto la sede di YAS.
Mentre camminiamo per le vie di Hebron, Issa ha un alterco coi soldati al check-point per delle foto scattate ai soldati e ci viene chiesto di consegnare i cellulari. Ci viene poi impedita la visita del suq e percorriamo solo Shuhada Street arrivando fino alla Tomba dei Patriarchi. C’è l preghiera della sera in moschea, non possiamo entrare. Tornando verso Betlemme, troviamo il cancello di uscita da Hebron chiuso, ma grazie al nostro autista riusciamo a passare, evitando di fare un giro che avrebbe allungato il percorso di un’ora.

Sono vicina al popolo palestinese. Unità a voi nella preghiera. Soffro con voi. Quando finirà? Il mondo che conta e…
il soldato in questione è stato ricevuto in ambito isareliano in Italia credo anche una scuola ebraica a Milano ma…
[…] dalla “devastazione che si è dispiegata davanti agli occhi del mondo”. ( https://bocchescucite.org/difendere-la-dignita-e-la-presenza-del-popolo-di-gaza/ ) Mai così espliciti e rinunciando…
Grazie per il vostro coraggio Perché ci aiutate a capire. Fate sentire la voce di chi non ha voce e…
Vorrei sapere dove sarà l'incontro a Bologna ore 17, grazie