Stop al genocidio dietro le sbarre

Articolo pubblicato sulla pagina Instagram di Free Palestinian Prisoners
Traduzione a cura di Veronica Bianchini per Bocche Scucite

Israele sta commettendo un genocidio contro i prigionieri politici palestinesi.
Mentre l’entità sionista arriva a legalizzare la pena di morte dei prigionieri palestinesi, è chiaro che non soltanto usa il carcere come strumento di controllo per instillare paura nella coscienza collettiva palestinese, ma sta trasformando le prigioni in campi di sterminio specializzati come forma di punizione collettiva per stroncare ogni resistenza alla sua brutale occupazione.

Nel momento in cui il popolo palestinese subisce un escalation di attacchi da ogni lato, da Gaza alla Cisgiordania e oltre, riteniamo che l’intensificarsi delle aggressioni ai danni dei prigionieri palestinesi non sia che l’ennesima tattica usata da Israele nella sua guerra di sterminio per smantellare l’infrastruttura della società palestinese ed eliminarne gli elementi più vitali.

LE NOSTRE RIVENDICAZIONI:

1. avvio di un’indagine indipendente e obbligo di rendere noto il nome di tutti i prigionieri politici palestinesi;
2. STOP immediato a ogni forma di tortura;
3. accesso immediato alla tutela legale, alle visite dei familiari, all’assistenza sanitaria e a cibo, acqua e igiene adeguati;
4. ripristino di tutti i diritti conquistati dal movimento dei prigionieri politici;
5. individuazione delle responsabilità e conseguenti sanzioni contro tutti coloro che commettono crimini di guerra contro i prigionieri politici palestinesi;
6. libertà per tutti i prigionieri politici palestinesi.

RIVENDICAZIONE N°1:

INDAGINE INDIPENDENTE E OBBLIGO DI RENDERE NOTO IL NOME E LE CONDIZIONI DI DETENZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI

Israele limita sistematicamente il flusso di informazioni proveniente da e diretto verso le carceri dell’occupazione. Da ottobre 2023 anche le visite degli avvocati sono state limitate, mentre tutte le visite dei familiari e delle organizzazioni internazionali, compresa la Croce rossa, sono state completamente proibite.

Migliaia di palestinesi di Gaza sono stati vittime di sparizione forzata, sono stati detenuti e sono tutt’ora rinchiusi nelle carceri israeliane, mentre i prigionieri palestinesi della Cisgiordania sono stati rapiti e posti in detenzione amministrativa senza accuse ne’ processo.

Il blocco di informazioni in entrata e in uscita dalle carceri dell’occupazione israeliana, che riguarda anche l’identità dei prigionieri politici, fornisce alle autorità carcerarie l’impunità per continuare i loro crimini di lento e deliberato eccidio.

RIVENDICAZIONE N°2:

STOP A OGNI FORMA DI TORTURA

Storicamente l’entità sionista ha utilizzato metodi di tortura brutali contro i prigionieri politici, tendoli a lungo incatenati, privandoli del sonno, sottoponendoli a violenza psicologica e imponendo loro l’assunzione di posizioni dolorose per lunghi periodi di tempo, pratica nota come “al-shabah”.

Da ottobre 2023 queste forme di tortura sono diventate ancora più devastanti costringendo i prigionieri politici a subire le più abiette torture fisiche, psicologiche e sessuali da parte dei loro carcerieri israeliani.

I prigionieri hanno raccontato di essere stati sottoposti a elettroshock, minacciati dai cani, denudati e bendati mentre erano picchiati, di essere stati bruciati, aggrediti con sostanze chimiche e stuprati con manganelli.

Le torture inflitte da Israele sono pensate per piegare i nostri prigionieri sia nel corpo che nello spirito trasformando le prigioni in campi di sterminio.

RIVENDICAZIONE N°3:

ACCESSO IMMEDIATO ALLA TUTELA LEGALE, ALLE VISITE DEI FAMILIARI, ALL’ASSISTENZA SANITARIA E A CIBO, ACQUA E IGIENE ADEGUATI

Le organizzazioni dei diritti umani e gli organi internazionali hanno documentato un grave e sistematico deterioramento delle condizioni dei prigionieri politici detenuti da Israele.

Adulti e bambini palestinesi, questi ultimi già dall’età di 12 anni, sono interrogati senza alcuna distinzione per un periodo di tempo che può durare fino a 90 giorni, privati del diritto di accesso a un avvocato e a ogni altro tipo di visita.

I rapporti delle organizzazioni hanno dimostrato che i prigionieri politici sono sistematicamente sottoposti ad abusi e privati delle necessità più basilari: negato l’accesso alle docce, all’uso del bagno e al minimo indispensabile per l’igiene personale con conseguente diffusione di malattie come la scabbia.

I prigionieri non ricevono nutrimento e cibo sufficiente, e spesso non ne ricevono affatto: come forma di punizione collettiva le guardie somministrano un solo pasto a un’intera cella di detenuti.

RIVENDICAZIONE N°4:

RIPRISTINO DI TUTTI I DIRITTI OTTENUTI DAL MOVIMENTO DEI PRIGIONIERI POLITICI

Per decenni i prigionieri politici palestinesi hanno usato il loro corpo come un’arma con cui combattere l’occupazione, vedere riconosciuti i loro diritti agendo collettivamente e ottenere l’accettazione delle loro rivendicazioni da parte delle brutali autorità delle carceri dell’occupazione.

Il movimento dei prigionieri politici palestinesi ha ottenuto il riconoscimento di diritti legittimi; la “battaglia degli stomaci vuoti”, ad esempio, ha portato a un miglioramento delle crudeli condizioni di detenzione nelle carceri.

I prigionieri politici sono riusciti a imporre il riconoscimento di diritti riguardanti l’assistenza medica, le visite dei familiari e degli avvocati, le comunicazioni con l’esterno e l’istruzione.

Tutti diritti che sono stati violati dall’occupazione sionista e che devono essere immediatamente ripristinati.

RIVENDICAZIONE N°5:

INDIVIDUAZIONE DI RESPONSABILITA’ E SANZIONI CONTRO QUANTI COMMETTONO CRIMINI DI GUERRA CONTRO I PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI

Il documentato attacco ai prigionieri politici palestinesi è parte dello stesso progetto di dominio coloniale che da decenni ha come bersaglio la popolazione palestinese: uno strumento di controllo, svilimento e umiliazione messo in atto contro un intero popolo.
Tutti coloro che commettono crimini contro i prigionieri politici palestinesi devono essere indagati, perseguiti e sanzionati come impone il diritto internazionale.

RIVENDICAZIONE N°6:

LIBERTA’ PER TUTTI I PRIGIONIERI PALESTIENSI

I prigionieri politici sono la bussola capace di portarci alla liberazione.
Esigiamo il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici palestinesi che continuano a essere detenuti nelle carceri dell’occupazione.
Fino a quando la luce non non avrà raggiunto l’angolo più oscuro di ogni cella, fino a quando le carceri dell’occupazione non saranno finalmente vuote.

 

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