In occasione dell’anniversario del 7 ottobre, Israele impone il blocco totale in Cisgiordania e chiude i valichi di Gaza

Articolo pubblicato originariamente su al-Jazeera. Traduzione dall’arabo a cura della redazione di Bocche Scucite

In concomitanza con l’anniversario del 7 ottobre, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato domenica l’imposizione di un blocco totale in Cisgiordania e la chiusura dei valichi con la Striscia di Gaza.

Secondo Katz, la decisione è stata presa sulla base delle raccomandazioni dell’esercito e delle valutazioni sulla situazione della sicurezza. Il blocco della Cisgiordania sarà in vigore dal 5 al 7 ottobre, con eccezioni limitate ai casi straordinari e subordinati a una preventiva autorizzazione delle autorità competenti. Sarà invece consentito il passaggio al personale sanitario e agli operatori considerati essenziali.

Un palestinese morto dopo essere stato fermato

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito della morte di un giovane palestinese fermato dalle forze israeliane al checkpoint di Anab, a est di Tulkarem.

Secondo l’organizzazione, il giovane era in condizioni critiche quando è stato soccorso. Successivamente è stato dichiarato morto, mentre le squadre di soccorso sono ancora in attesa dell’autorizzazione delle forze israeliane per poter trasferire il corpo in ospedale. Nel frattempo, in Cisgiordania continuano a essere rafforzate le misure ai checkpoint, con controlli e fermi della popolazione palestinese.

Arresti e operazioni militari

Nella notte tra sabato e domenica, le forze israeliane hanno condotto incursioni e arresti in diverse aree della Cisgiordania.

Secondo l’Ufficio per gli affari dei prigionieri palestinesi, sono state arrestate 15 persone, tra cui un giornalista e una giornalista. Tra gli arrestati figurano il giornalista Sami al-Shami, fermato nella sua abitazione nel villaggio di Asira al-Qibliya, a sud di Nablus, e la giornalista Raja Jabr, membro del consiglio amministrativo del sindacato dei giornalisti, arrestata nella sua abitazione ad Arraba, nel governatorato di Jenin.

Gli arresti hanno interessato anche altre località di Nablus, Jenin, Tulkarem ed Hebron.

Crescono le aggressioni dei coloni

Parallelamente alle operazioni militari, sono aumentate le aggressioni dei coloni israeliani contro i palestinesi e le loro proprietà.

Nel villaggio di Umm Safa, a nord-ovest di Ramallah, bulldozer appartenenti ai coloni hanno iniziato a demolire e spianare terreni agricoli con l’obiettivo di ampliare un avamposto costruito nel 2024 sul Jabal al-Ras. La popolazione locale denuncia da tempo attacchi che hanno limitato l’accesso ai terreni e provocato ingenti danni alle proprietà.

Nel governatorato di Nablus, inoltre, alcuni coloni hanno aggredito un agricoltore palestinese mentre raccoglieva le olive nella zona di Mafhuriya, nel territorio di Aqraba. L’uomo sarebbe stato picchiato e i suoi raccolti e strumenti di lavoro sarebbero stati sottratti.

La stagione della raccolta delle olive si sta svolgendo quest’anno in un contesto particolarmente difficile, segnato dall’aumento degli attacchi dei coloni, che minaccia i raccolti e rende sempre più difficile per gli agricoltori palestinesi raggiungere in sicurezza le proprie terre.

Secondo la Commissione palestinese per la resistenza al muro e agli insediamenti, nel mese scorso sono state documentate 2.051 aggressioni contro cittadini palestinesi, terreni e proprietà: 1.404 attribuite alle forze israeliane e 647 ai coloni.

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