Conoscete la storia antica del Quartiere Maghrebino? Gerusalemme 1967

Articolo pubblicato originariamente sulla pagina FB di Paola Caridi

Di Paola Caridi

Macerie vuol dire bombe, colpi d’artiglieria, esplosivi, dinamite, mine. E macerie significa, poi, bulldozer. I veri protagonisti – assieme a chi li guida – non solo di Gaza e della Cisgiordania e del sud del Libano.

 Protagonisti di un’idea delle macerie che si basa sulla cancellazione delle tracce della storia precedente, storia recente e soprattutto antica, spessa, fatta di secoli se non di millenni.

Se dovessi, però, individuare uno spazio/tempo simbolico, non avrei grandi dubbi. Gerusalemme 1967. Tutto si svolge in un luogo specifico che contiene tutta la questione palestinese in poche centinaia di metri quadrati. È l’area di fronte dal Muro occidentale nel cuore della Città Vecchia. I pellegrini la conoscono come la Plaza, l’enorme piazza di fronte al Muro del Pianto, appunto, disegnata e realizzata da un’archistar come Moshe Safdie.

È però nel giugno del 1967 che lo scempio viene commesso, e si ricorda talmente poco che spesso mi è capitato, in Palestina, che i più giovani non sapessero la storia di quella piazza, e soprattutto la storia che l’ha preceduta. La storia antica del Quartiere Maghrebino. La piazza lastricata di pietra (nuova) di Gerusalemme ha coperto le tracce di un passato che comunque esiste, e non può essere cancellato.

Il quartiere è un brano importante della storia della Città Vecchia, uno strato di quasi nove secoli, visto che era stato fondato nel 1193 dal figlio del Saladino, Malik al Afdal.

Fu distrutto da una squadra di quindici persone in poche ore, nella notte tra il 10 e l’11 giugno 1967.

Subito dopo la conquista della città nel giugno del 1967, il sindaco Teddy Kollek convocò l’associazione dei costruttori con l’ordine per demolire il quartiere maghrebino. Alla fine della demolizione, un migliaio di case vecchie di secoli, abitate da circa seimila persone, e le moschee del Buraq e di Afdali furono trasformate in macerie. Agli abitanti, molti dalla lontanissima origine marocchina o algerina, vennero date tre ore per prendere le loro cose e lasciare le case. Alla Croce Rossa Internazionale venne proibito l’accesso alla Città Vecchia.

Già visto ciò che si vede oggi, senza suscitare scandalo? Sì. Esattamente 59 anni fa.

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