Articolo pubblicato originariamente su Regjeringen. Traduzione dall’inglese a cura della redazione di Bocche Scucite
Noi, i firmatari elencati di seguito, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la catastrofica situazione umanitaria che continua a persistere a Gaza. Gli aiuti che entrano nella Striscia rimangono ampiamente insufficienti, sia in termini di quantità sia di qualità, mentre quasi l’intera popolazione dipende da servizi essenziali per la sopravvivenza.
La recente decisione dell’Alta Corte israeliana di respingere il ricorso delle ONG internazionali (INGO) in merito alla legge sulla registrazione desta profonda preoccupazione. Tale legge inciderà significativamente e limiterà gravemente la capacità delle INGO di operare e rispondere ai bisogni umanitari nei Territori Palestinesi Occupati, compresa Gerusalemme Est. Ribadiamo con forza il nostro appello a Israele affinché non dia attuazione alla legge nella sua forma attuale.
Le INGO sono una componente fondamentale della risposta umanitaria. In collaborazione con le organizzazioni della società civile palestinese e con le Nazioni Unite, forniscono una parte significativa dei servizi essenziali in settori quali l’approvvigionamento idrico, i servizi igienico-sanitari, le infrastrutture per l’igiene, gli ospedali da campo, l’istruzione, la nutrizione e le attività di sminamento. Si tratta di organizzazioni professionali e trasparenti che svolgono un ruolo indispensabile nell’erogazione di aiuti umanitari basati sui principi internazionali e che sono determinanti per la ripresa precoce, gli sforzi di ricostruzione e l’attuazione della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il loro lavoro è cruciale per la sopravvivenza e il benessere dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est.
La legge di registrazione per le INGO si inserisce in un quadro più ampio di misure restrittive. Gli orari limitati di apertura e funzionamento dei valichi di frontiera, le restrizioni all’ingresso di prodotti essenziali considerati a duplice uso (civile e militare) e altri ostacoli burocratici limitano la risposta umanitaria urgentemente necessaria per far fronte agli enormi bisogni presenti sul terreno.
Pur riconoscendo le preoccupazioni per la sicurezza dello Stato di Israele, chiediamo a Israele, in quanto potenza occupante a Gaza e in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, di adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario. L’accesso umanitario non è negoziabile. Tutte le organizzazioni umanitarie riconosciute a livello internazionale – comprese le INGO, il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e le agenzie delle Nazioni Unite, inclusa l’UNRWA – devono poter svolgere il loro lavoro vitale senza ostacoli. Israele è tenuto a garantire e facilitare, senza ritardi, la consegna sicura, rapida e senza impedimenti dell’assistenza umanitaria alla popolazione civile, e ad astenersi da qualsiasi azione che possa ostacolare in qualunque modo la fornitura di tale assistenza, compresa quella prestata dalle organizzazioni umanitarie.
Firmatari: Australia, Austria, Belgio, Danimarca, Commissaria europea per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi (Hadja Lahbib), Estonia, Francia, Finlandia, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia e Svizzera.

Sono vicina al popolo palestinese. Unità a voi nella preghiera. Soffro con voi. Quando finirà? Il mondo che conta e…
il soldato in questione è stato ricevuto in ambito isareliano in Italia credo anche una scuola ebraica a Milano ma…
[…] dalla “devastazione che si è dispiegata davanti agli occhi del mondo”. ( https://bocchescucite.org/difendere-la-dignita-e-la-presenza-del-popolo-di-gaza/ ) Mai così espliciti e rinunciando…
Grazie per il vostro coraggio Perché ci aiutate a capire. Fate sentire la voce di chi non ha voce e…
Vorrei sapere dove sarà l'incontro a Bologna ore 17, grazie