Articolo pubblicato originariamente su Palestine Will Be Free. Traduzione dall’inglese di Veronica Bianchini per Bocche Scucite
A quasi 18 mesi dal suo rapimento il Dottor Abu Safiya non è stato accusato di alcun reato
Il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan del nord di Gaza, è stato posto in isolamento nella prigione di Nafha dopo esservi stato trasferito dal centro di detenzione del Negev.
Secondo quanto riferito dal figlio, Elias Abu Safiya, la misura punitiva nei confronti del medico è stata adottata a seguito dell’azione legale avviata dai suoi avvocati per contestare la proroga della sua detenzione.
Elias ha dichiarato ad Al Jazeera Mubasher che l’ultima ingiustizia commessa da Israele nei confronti del dottor Abu Safiya ha acuito le loro preoccupazioni per la sua salute e per le sue condizioni psicologiche, anche in ragione delle limitate informazioni di cui dispongono sulla sua detenzione in Israele.Elias ha affermato che la famiglia vive in un costante stato di ansia e paura per la sorte del padre, sottolineando che la sua detenzione si svolge in condizioni che egli stesso ha descritto come difficili e tragiche, e che la mancanza di notizie e rassicurazioni aggrava la loro sofferenza di giorno in giorno. Egli ha aggiunto che il tempo passa molto lentamente per i familiari, in attesa costante di qualsiasi informazione che possa rassicurarli sullo stato di salute del padre.
“Dillo ad Anas al-Sharif”
Per sottolineare le dure condizioni di detenzione e il grado di isolamento in cui versano i palestinesi nelle prigioni israeliane, luoghi di stupri e torture, Elias ha rivelato che in una lettera risalente a un paio di mesi prima il dott. Abu Safiya gli aveva chiesto di contattare il giornalista Anas al-Sharif per esporgli il problema dei detenuti e delle loro sofferenze.
Anas, giornalista di Al Jazeera che ha eroicamente coperto il genocidio di Gaza, è stato ucciso da Israele con un attacco mirato il 10 agosto dell’anno scorso, mentre si trovava in una tenda di giornalisti posta all’esterno dell’ospedale Al-Shifa di Gaza City.
Il dottor Abu Safiya non aveva alcuna idea della sorte toccata ad Anas, nemmeno a mesi di distanza dal suo martirio.
Elias ha sottolineato che suo padre credeva all’epoca che Anas fosse ancora vivo e lo riteneva una voce capace di imporre all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale la sofferenza dei detenuti palestinesi.
Il figlio del medico detenuto ha affermato che questo messaggio esprime bene il grado di isolamento in cui si trova suo padre all’interno del carcere e di come si aggrappi alla speranza che la notizia delle sofferenze dei detenuti possa giungere fino al mondo esterno.
Elias ha aggiunto che suo padre era alla ricerca di ogni spiraglio utile a trasmettere la realtà di ciò che accade dietro le sbarre e di qualsiasi voce in grado di ricordare alla comunità internazionale le sofferenze dei detenuti e delle loro famiglie.
Rapito dall’ospedale in cui operava
Gli israeliani stanno punendo il dottor Abu Safiya per essersi rifiutato di disattendere i propri obblighi umanitari, nonostante la loro estrema brutalità.
Gli israeliani hanno assediato l’ospedale Kamal Adwan, all’epoca unico ospedale funzionante del nord di Gaza, per settimane alla fine del 2024, dopo aver condotto per mesi una campagna tesa a svuotare la metà settentrionale dell’enclave della sua popolazione, per poi costringere i palestinesi ad evacuarla definitivamente il 27 dicembre 2024.
Molti membri dello staff e pazienti dell’ospedale hanno rivelato di essere stati abusati sessualmente dagli israeliani dopo l’evacuazione forzata.
Lo stesso giorno, il dottor Abu Safiya è stato visto entrare in un carro armato israeliano per parlare con gli israeliani che si trovavano al suo interno. Da allora è detenuto in Israele. Egli ha avuto accesso limitato agli avvocati ed è stato brutalmente torturato nelle segrete israeliane, arrivando a perdere 40 kg del suo peso dal momento del rapimento.
Il mese scorso, alcuni detenuti rilasciati hanno rivelato che il medico è a rischio di morte a causa degli abusi estremi a cui è stato sottoposto durante la prigionia nelle carceri israeliane.
A quasi 18 mesi dal suo rapimento, il dottor Abu Safiya non è stato accusato di alcun reato. Tuttavia il fatto che sia innocente è irrilevante agli occhi degli israeliani, visto che conducono da mesi una guerra genocida contro tutti i palestinesi di Gaza.
Secondo Healthcare Workers Watch dal 7 ottobre 2023 il numero degli operatori sanitari palestinesi uccisi da Israele ha raggiunto la cifra sconcertante di 1.571. Altri 446 operatori sanitari rimangono illegalmente detenuti in Israele.
Appelli al rilascio
Le organizzazioni umanitarie hanno lanciato numerosi appelli per il rilascio del dottor Abu Safiya. Tuttavia, questi non hanno avuto alcun effetto sugli israeliani, che da tempo hanno smesso persino di fingere di agire nel rispetto del diritto internazionale o di attenersi a standard morali di base.
Nel concludere il suo appello, Elias Abu Safiya ha rinnovato la sua richiesta alle organizzazioni umanitarie e per i diritti umani, nonché ai media, affinché continuino a fare luce sul caso di suo padre e, più in generale, sulla questione dei prigionieri palestinesi. Ha affermato che far calare il silenzio su questi temi costringe i prigionieri e le loro famiglie ad affrontare da soli il dolore e la paura.
Oltre 9400 palestinesi restano in detenzione in Israele, compresi 87 donne e 360 bambini.

Sempre ho nel cuore il popolo palestinese. Anch'io dico: Signore fino a quando?". Perché nessuno dei potenti parla? Perché si…
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