Articolo pubblicato originariamente su Al-Jazeera. Traduzione dall’inglese a cura della redazione di Bocche Scucite
Le misure restrittive arrivano mentre i pogrom dei coloni israeliani alimentano le tensioni e la violenza si estende nei territori palestinesi.
Di Al Jazeera Staff e AP
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato il blocco totale della Cisgiordania occupata dopo che l’esercito israeliano ha respinto un attacco nella città di Hebron, nel quale sono rimasti uccisi due soldati israeliani.
L’ordine è stato impartito venerdì mattina, poco dopo che l’esercito israeliano aveva annunciato di aver ucciso due uomini armati palestinesi che avevano attaccato un battaglione di riservisti nei pressi dell’insediamento israeliano di Telem, illegale secondo il diritto internazionale, come tutti gli insediamenti israeliani nei territori occupati.
Tensioni in aumento
L’attacco e le successive misure restrittive si sono verificati in un clima di crescente tensione nei territori palestinesi, dove coloni e soldati israeliani sono coinvolti in violente aggressioni contro la popolazione palestinese. Gli attacchi contro i raccoglitori di olive si sono moltiplicati, mentre le violenze sono aumentate in vista delle elezioni israeliane di martedì prossimo.
Affermando che le forze di sicurezza avevano sventato un «attacco su vasta scala», Netanyahu ha annunciato sui social media di aver ordinato la chiusura immediata di Hebron e di aver disposto i preparativi per «un blocco totale di tutta la Giudea e Samaria [la denominazione israeliana della Cisgiordania] a partire da oggi».
Secondo fonti israeliane, in precedenza due palestinesi a bordo di un’automobile con targa israeliana avevano aperto il fuoco contro i soldati nei pressi di uno dei numerosi posti di blocco militari che circondano Hebron.
Il servizio israeliano di soccorso sanitario aveva inizialmente riferito che almeno cinque soldati israeliani erano rimasti feriti. Due di loro sono morti successivamente.
Secondo alcuni testimoni presenti nella zona, la sparatoria è durata circa 20 minuti, complicando le operazioni di evacuazione dei feriti.
Immagini diffuse dall’agenzia di stampa AFP sembrano mostrare un uomo con una pistola durante lo scontro e, in seguito, disteso a terra circondato da soldati israeliani.
Dopo l’incidente, l’esercito ha condotto incursioni in diverse aree della Cisgiordania occupata e ha arrestato due palestinesi.
Le forze israeliane hanno imposto il blocco di Hebron, mentre Netanyahu ha annullato gli appuntamenti legati alla campagna elettorale in vista del voto della prossima settimana.
Il ministro della Sicurezza nazionale, esponente dell’estrema destra, Itamar Ben-Gvir, ha reagito allo scontro chiedendo che Israele assuma il controllo totale della Cisgiordania, dove il governo israeliano promuove la costruzione di numerosi insediamenti.
«Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi. L’Autorità palestinese deve essere smantellata e demilitarizzata, e la sua infrastruttura terroristica deve essere completamente eliminata», ha dichiarato Ben-Gvir in un messaggio pubblicato sui social media.
Il ministro ha inoltre sostenuto che l’attacco costituisca una ragione sufficiente per imporre ulteriori restrizioni alla libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania.
Hamas, la Jihad islamica palestinese e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) hanno espresso apprezzamento per l’attacco al posto di blocco, definendolo una risposta alle operazioni militari israeliane, alle violenze dei coloni e alla guerra di Israele a Gaza, da loro definita genocida. I tre gruppi hanno inoltre invitato a intensificare gli scontri con i soldati e i coloni israeliani.
Incursioni israeliane
In un collegamento da Ramallah, la giornalista di Al Jazeera Nida Ibrahim ha descritto la precarietà della situazione nei territori palestinesi, dove i coloni e le forze di sicurezza israeliane continuano a esercitare pressioni sulla popolazione.
«Tutto questo avviene in un momento di forti tensioni, non soltanto in vista delle elezioni israeliane. Si è infatti registrato un aumento degli attacchi dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata», ha dichiarato.
Giovedì, durante una serie di incursioni in tutta la Cisgiordania, le forze israeliane hanno arrestato 36 palestinesi, mentre si intensificano gli attacchi contro gli agricoltori palestinesi e i loro terreni durante la raccolta delle olive.
Nel governatorato di Jenin, le forze israeliane hanno fatto irruzione in diverse città e villaggi, arrestando dieci palestinesi. Lo ha riferito l’agenzia di stampa palestinese Wafa, citando i dati della Società dei prigionieri palestinesi.
Anche la località di Tuqu, nel governatorato di Betlemme, è stata presa di mira dai soldati, che hanno arrestato l’ex detenuta Shorok al-Badan e altre cinque persone provenienti da diverse zone del governatorato di Hebron, secondo quanto riferito da Wafa.
La Commissione per la resistenza alla colonizzazione e al Muro ha dichiarato che le forze israeliane hanno arrestato altre 14 persone a Khirbet Jawaya, un villaggio di Masafer Yatta, nel governatorato di Hebron. Wafa ha inoltre riferito di altri tre arresti nel governatorato, citando una fonte della sicurezza.
Nei governatorati di Nablus e Gerusalemme, altri tre palestinesi sono stati arrestati durante incursioni israeliane nel villaggio di Burin, nella località di Awarta e nel campo profughi di Qalandiya.
Un modello ricorrente di attacchi
La Commissione per la resistenza alla colonizzazione e al Muro ha dichiarato di aver documentato giovedì 17 episodi di violenza riconducibili a pogrom compiuti da forze israeliane e coloni contro agricoltori palestinesi e i loro terreni durante la raccolta delle olive.
Gli episodi sono stati registrati in diversi governatorati della Cisgiordania, tra cui Hebron, Qalqilya, Nablus, Ramallah e al-Bireh, Jenin e Salfit.
Secondo la Commissione, gli attacchi hanno incluso aggressioni contro gli agricoltori, impedimenti all’accesso ai terreni, furti di raccolti e attrezzature agricole, nonché danneggiamenti e incendi di ulivi. Sono stati inoltre segnalati arresti, minacce con armi da fuoco e colpi esplosi con munizioni vere.
La Commissione ha affermato che questo andamento segnala un’intensificazione delle violenze contro chi partecipa alla raccolta delle olive e compromette la possibilità per i palestinesi di raggiungere e coltivare le proprie terre, mettendo a rischio i loro mezzi di sussistenza.
Gli attacchi israeliani contro gli agricoltori palestinesi hanno suscitato attenzione e condanne a livello internazionale. Mercoledì, Brad Lander, candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti, è stato brevemente trattenuto dall’esercito israeliano mentre partecipava come volontario alla raccolta delle olive insieme agli agricoltori palestinesi in Cisgiordania.

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