Articolo pubblicato originariamente sulla pagina Instagram del Fatto Quotidiano
Un tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Washington ha sospeso le sanzioni che l’amministrazione americana aveva imposto a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi. Il giudice distrettuale Richard Leon ritiene che le sanzioni potrebbero costituire una violazione dei diritti garantiti dal primo emendamento ad Albanese e ai membri della sua famiglia.
In una causa depositata a febbraio presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Washington, il marito di Albanese e il loro figlio minorenne hanno descritto il grave impatto che tali sanzioni hanno avuto sulla vita e sul lavoro della famiglia, inclusa la possibilità di accedere alla loro abitazione nella capitale federale. Secondo il dipartimento di Stato Albanese aveva condotto una “campagna di guerra politica ed economica” contro gli Stati Uniti e Israele, esortando altri Paesi “a sanzionare Israele per i presunti crimini di guerra a Gaza e diverse aziende statunitensi per essere complici di tali azioni”.

Sono vicina al popolo palestinese. Unità a voi nella preghiera. Soffro con voi. Quando finirà? Il mondo che conta e…
il soldato in questione è stato ricevuto in ambito isareliano in Italia credo anche una scuola ebraica a Milano ma…
[…] dalla “devastazione che si è dispiegata davanti agli occhi del mondo”. ( https://bocchescucite.org/difendere-la-dignita-e-la-presenza-del-popolo-di-gaza/ ) Mai così espliciti e rinunciando…
Grazie per il vostro coraggio Perché ci aiutate a capire. Fate sentire la voce di chi non ha voce e…
Vorrei sapere dove sarà l'incontro a Bologna ore 17, grazie