Articolo pubblicato originariamente su The New Arab. Traduzione dall’inglese a cura della redazione di Bocche Scucite
Foto di copertina: La raccolta delle olive rappresenta una delle principali fonti di reddito in molti villaggi palestinesi, ma è costantemente minacciata dalle forze israeliane e dai coloni. [Getty Images]
Le ingenti perdite registrate si inseriscono in un contesto di aumento degli attacchi violenti dei coloni e dei furti di prodotti palestinesi durante la stagione della raccolta delle olive.
Le forze israeliane e gli attacchi dei coloni hanno danneggiato almeno 3.522 alberi da frutto e provocato perdite agricole per oltre 1,9 milioni di dollari nell’arco di una settimana nella Cisgiordania occupata. Lo ha annunciato il Ministero dell’Agricoltura palestinese.
Il rapporto del ministero, relativo al periodo dall’8 al 15 ottobre, evidenzia un’intensificazione degli attacchi dei coloni contro gli agricoltori e le loro colture durante la stagione della raccolta delle olive. Sono stati segnalati danni ad almeno 2.667 ulivi, pari a circa tre quarti degli alberi inclusi nel rilevamento.
I danni comprendono il taglio, lo sradicamento e l’incendio degli alberi, oltre al furto e alla confisca delle olive e alla distruzione di strutture agricole e reti di irrigazione.
Il rapporto segnala inoltre che agli agricoltori palestinesi è stato impedito di accedere alle proprie terre, compromettendo la loro capacità di raccogliere i prodotti e aggravando le perdite durante una stagione da cui dipendono migliaia di famiglie palestinesi della Cisgiordania occupata per il proprio sostentamento.
Secondo il rapporto del ministero, i coloni hanno rubato 8.612 chilogrammi di olive, equivalenti a circa 8,6 tonnellate.
Le conseguenze di questi furti vanno ben oltre il valore delle olive sottratte: gli agricoltori perdono anche una parte del reddito stagionale e devono sostenere i costi della cura degli alberi e della raccolta, senza alcuna garanzia di poter accedere in sicurezza ai propri terreni o di riuscire a commercializzare i prodotti.
Hebron e Jenin tra le aree più colpite
Il governatorato di Hebron è in cima alla lista delle aree maggiormente colpite, con perdite stimate in circa 455.000 dollari, seguito da Jenin, con circa 452.000 dollari.
La sostanziale equivalenza delle perdite nei due governatorati riflette l’ampia estensione geografica dei danni, mentre le restanti perdite risultano distribuite in altre aree della Cisgiordania.
Il rapporto arriva dopo una settimana caratterizzata da perdite ancora più ingenti. Il documento del Ministero dell’Agricoltura relativo al periodo dal 1° all’8 ottobre aveva infatti registrato perdite dirette per circa 3.678.000 dollari e danni a 3.192 ulivi in sette governatorati, con Jenin come area più colpita.
Il nuovo rapporto documenta i danni verificatisi nella settimana successiva, indicando il protrarsi delle perdite per tutta la stagione della raccolta.
La raccolta delle olive costituisce una fonte fondamentale di reddito e occupazione nei villaggi palestinesi e sostiene, in tutto o in parte, decine di migliaia di famiglie.
Le conseguenze degli attacchi non si limitano agli alberi e al raccolto, ma colpiscono anche i redditi familiari e le attività economiche legate alla raccolta, alla spremitura e al commercio delle olive.

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