GAZA/ISRAELE. Giorno 9. 10mila soldati israeliani attaccheranno Gaza city. Una tendopoli in Egitto per gli sfollati

Articolo pubblicato originariamente su Pagine Esteri

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Almeno 300 palestinesi, in maggioranza donne e bambini, sono stati uccisi ieri dalle bombe sganciate dall’aviazione israeliana ovunque su Gaza. Lo riferisce questa mattina il ministero della sanità di Gaza che ha aggiornato a 2.228 il numero dei morti nei bombardamenti israeliani, in gran parte civili. La scorsa notte non ci sono stati lanci di razzi da Gaza, questa mattina le sirene sono entrate in azione in Galilea, nel nord di Israele, non è chiaro se per un falso allarme o per l’arrivo effettivo di un razzo a lungo raggio. Ieri Hamas ha sparato decine di razzi verso il sud di Israele.

L’offensiva di terra israeliana prevista nella notte non è scattata perché, scrivono i giornali locali, le cattive condizioni del tempo non permettono l’impiego di aerei e droni a copertura delle truppe di terra. In queste ore si moltiplicano le indiscrezioni giornalistiche. 10.000 soldati israeliani saranno impiegati per prendere il controllo di Gaza city ed uccidere Yahya Sinwar, il capo di Hamas a Gaza, e i suoi uomini. Lo scrive il New York Times citando fonti delle forze armate israeliane. Il giornale aggiunge che Israele occuperà il nord del territorio palestinese per un periodo non precisato di tempo. Un dirigente di Hamas ha replicato, sempre sulle pagine del giornale statunitense, che i combattenti del movimento islamico sorprenderanno i soldati israeliani grazie a una rete di gallerie sotterranee.

Secondo il noto giornalista investigativo statunitense Seymour Hersh, gli Usa spingerebbero sul Qatar per finanziare l’allestimento di una enorme tendopoli nel Sinai destinata ad accogliere centinaia di migliaia di sfollati da Gaza. Non è chiaro se l’Egitto abbia dato il suo assenso a questo piano.

Al di là delle indiscrezioni giornalistiche, le forze armate israeliane continuano a prepararsi all’offensiva di terra dopo l’attacco compiuto il 7 ottobre da Hamas in cui sono stati uccisi oltre 1300 israeliani e altri 130 sono stati fatti prigionieri e portati a Gaza. Di pari passo prosegue lo sfollamento di decine di migliaia di civili palestinesi intimato da Israele. Dal nord si dirigono a sud nel timore di combattimenti che si prevedono altrettanto pesanti e sanguinosi dei raid aerei che in una settimana hanno fatto circa 2300 morti e migliaia di feriti, in gran parte civili. Tanti però rifiutano di partire. In particolare, il personale medico di tre ospedali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità è tornata a ribadire che costringere migliaia di pazienti, spesso in condizioni critiche, a lasciare il nord di Gaza per andare a sud potrebbe equivalere alla loro condanna a morte.

Intanto l’Iran avverte che potrebbe intervenire nel conflitto. Il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian ha incontrato sabato a Beirut l’inviato delle Nazioni Unite in Medio Oriente Tor Wennesland, hanno riferito fonti diplomatiche citate dal sito Axios.  Avrebbe detto che l’Iran non vuole che il conflitto si trasformi in una guerra regionale e vuole cercare di aiutare nel rilascio dei civili tenuti in ostaggio da Hamas a Gaza. Ma ha anche sottolineato che Teheran ha le sue linee rosse: se Israele attuerà l’offensiva di terra a Gaza, l’Iran dovrà rispondere.

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