Articolo pubblicato originariamente su The New Arab. Traduzione a cura della redazione di Bocche Scucite
Zohran Mamdani ha revocato nove decreti emanati dal suo predecessore Eric Adams, tra cui quello che definiva l’antisemitismo includendo anche le critiche a Israele.
Poche ore dopo aver prestato giuramento come sindaco di New York City, Zohran Mamdani ha revocato nove decreti emanati dal suo predecessore, Eric Adams, tra cui la controversa definizione di “antisemitismo” dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che include qualsiasi critica nei confronti di Israele.
Durante la sua campagna elettorale, Mamdani, candidato come socialista democratico, era stato un critico schietto di Israele, posizione dalla quale non ha mai preso le distanze, ma che a volte ha sentito il bisogno di chiarire, sottolineando la sua preoccupazione per l’antisemitismo e la sicurezza e il benessere di tutti i newyorkesi.
Nel discorso pronunciato in occasione dell’insediamento il giorno di Capodanno, ha affermato: “Non abbandonerò i miei principi per paura di essere considerato radicale. Governeremo in modo espansivo e audace. A coloro che insistono nel dire che l’era del grande governo è finita, il Comune non esiterà più a usare il proprio potere per migliorare la vita dei newyorkesi”.
A giugno, l’ex sindaco di New York Eric Adams ha emanato un ordine esecutivo affinché la città adottasse la definizione di antisemitismo dell’IHRA e, nel suo ultimo giorno in carica, ha anche approvato una legge contro il BDS.
“L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, che può essere espressa come odio verso gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette verso individui ebrei o non ebrei e/o le loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e le strutture religiose”, recita la definizione, adottata nel 2026, sul sito web del gruppo.
Il sito web prosegue fornendo 11 esempi di antisemitismo, sette dei quali riguardano direttamente Israele. Uno di questi esempi è “Negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele sia un progetto razzista”.
Diversi paesi europei, stati degli Stati Uniti e istituzioni educative hanno adottato la definizione dell’IHRA. Numerosi critici della misura, tra cui attivisti filopalestinesi e sostenitori della libertà di espressione, sottolineano che l’uso di questa definizione soffoca qualsiasi critica legittima nei confronti di Israele.
La decisione di questa settimana è uno dei pochi, ma crescenti, esempi di ribaltamento della definizione di antisemitismo dell’IHRA.

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