Articolo pubblicato originariamente sul Manifesto. Fonte: pagina FB di Pasquale Porciello
Di Pasquale Porciello
«LA MISSIONE che ci è stata assegnata dal governo è quella di metterci lungo la Linea (Gialla, una fascia di una decina di chilometri al confine sud e sud-est nella quale opera una sistematica distruzione di villaggi e città) per prevenire attacchi diretti alle comunità (del nord di Israele, ndr). Lo abbiamo fatto, questa è la linea su cui siamo posizionati. Potremmo doverci rimanere». Molti esponenti del governo israeliano, tra cui il ministro delle finanze Smotrich, si sono già espressi a favore non solo dell’occupazione, ma dell’annessione di intere aree del sud.
Negoziato farsa a Washington mentre cadono le bombe. Hezbollah risponde a Beaufort
«Non c’è nessun cessate il fuoco nel sud del Libano». Sono le parole di Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, durante la visita di ieri alle truppe nel villaggio occupato di Taybeh (Marjayun) mentre si concludeva la due giorni del quarto ciclo di negoziati diretti tra Libano e Israele alla Casa bianca.
«LA MISSIONE che ci è stata assegnata dal governo è quella di metterci lungo la Linea (Gialla, una fascia di una decina di chilometri al confine sud e sud-est nella quale opera una sistematica distruzione di villaggi e città) per prevenire attacchi diretti alle comunità (del nord di Israele, ndr). Lo abbiamo fatto, questa è la linea su cui siamo posizionati. Potremmo doverci rimanere», ha rimarcato il generale. Molti esponenti del governo israeliano, tra cui il ministro delle finanze Smotrich, si sono già espressi a favore non solo dell’occupazione, ma dell’annessione di intere aree del sud.
Il segretario di stato statunitense Marco Rubio, che segue personalmente gli scambi fra le diplomazie dei due paesi, riporta la direzione in cui ci si sta muovendo a Washington: «Hezbollah non è solo un nemico di Israele. È un nemico del Libano e del governo libanese», ha dichiarato Rubio esprimendo poi la speranza di un «nuovo paradigma» di cooperazione tra i due paesi. A Islamadab invece, nel braccio di ferro con gli Stati uniti, l’Iran ha più volte sottolineato che nessun accordo avverrà se il Libano, e quindi Hezbollah, non sarà incluso, controbilanciando il tentativo di isolare il partito armato.
Anche la giornata di ieri è stata segnata da attacchi e combattimenti. Tutta l’area sotto al fiume Zahrani, a una quarantina di chilometri dal confine, dichiarata da Netanyahu «zona di guerra», è sotto assedio. Qui i bombardamenti e gli ordini di evacuazione sono costanti, come pure nella valle della Beqa’a, ad est del paese. Appena cominciata la giornata, si contavano già dieci vittime nel sud, tra cui quattro operai agricoli siriani e due palestinesi a Hosh, a nord di Tiro.
TIRO, UNO DEI CENTRI più importanti della storia del Mediterraneo, è stato e continua a essere uno degli obiettivi principali dell’escalation cominciata all’inizio della settimana scorsa. Martedì l’esercito israeliano ha minacciato di voler bombardare anche il quartiere cristiano – al momento l’unica zona risparmiata – che insiste sul piccolo porticciolo della città, dove alcuni membri di Hezbollah di sarebbero rifugiati. L’esercito ha chiesto ai «membri della comunità cristiana di Tiro di esigere l’espulsione degli elementi sabotatori», pena l’evacuazione forzata.
Il quartiere ospita decine di famiglie che non hanno avuto possibilità di fuggire, bambini, disabili, anziani, che sono accampati alla meglio sulle spiagge e nelle aree pubbliche. Vanno avanti anche gli ordini di evacuazione forzata. Tel Aviv ha ordinato di lasciare – solo per citarne alcuni – Arzi, Mazraat Kauthariet el-Rezz e Zrarieh, nel distretto di Sidone, per poi bombardarli. Bombardamenti anche a Nabatieh, Tiro, Bint Jbeil, Marjayun.
IL MINISTERO della salute ha registrato (solo nelle 24 precedenti al bollettino quotidiano di ieri sera) 48 morti e 97 feriti, facendo salire il bilancio dal 2 marzo a 3.516 uccisi e 10.674 feriti. Continuano gli omicidi di soccorritori, nella maggior parte dei casi con il double tap, un doppio colpo (o triplo) con cui si prende di mira chi arriva sul luogo di un raid per portare soccorso. Almeno due soccorritori uccisi ieri a Arabsalim (Nabatieh) e a Batuliyeh Ain-Baal (Tiro): sono almeno 140 gli operatori sanitari ammazzati da Israele in Libano dal 2 marzo.
IL MINISTRO della salute libanese Rakan Nassereddine ha respinto le accuse di Israele secondo le quali Hezbollah avrebbe ieri «preso il controllo dell’ospedale pubblico di Tebnine (a Bint Jbeil) durante la guerra» e ha messo in guardia il paese contro la «fabbricazione di false accuse» che rappresentano «una grave minaccia» per un’istituzione civile.
Lunedì un bombardamento nella zona immediatamente antistante l’ospedale Jabal Amal a Tiro ha ucciso sei persone e ne ha ferite una trentina, provocando gravi danni alla struttura e ai reparti.
Hezbollah ha rivendicato diversi attacchi sul terreno, come al castello di Beaufort, preso dagli israeliani, oltre che il lancio di missili sulla base militare di Al-Marj, nel nord di Israele. Tel Aviv ha quindi nuovamente minacciato di bombardare la Dahiyeh, la periferia sud di Beirut se i lanci di Hezbollah dovessero continuare. Lunedì le minacce israeliane di colpire la Dahiyeh – che ospita tra le 500 e le 700mila persone – avevano creato il panico nella capitale, mettendo in fuga migliaia di persone.
LA CRISI UMANITARIA intanto cresce e lo stato e le ong non riescono più ad arginarla: sono oltre un milione gli sfollati su una popolazione di cinque milioni. Scarseggia tutto nei centri di accoglienza e le condizioni igienico-sanitarie sono estreme. E nel lungo periodo diventerà una situazione insostenibile da ogni punto di vista

Sempre ho nel cuore il popolo palestinese. Anch'io dico: Signore fino a quando?". Perché nessuno dei potenti parla? Perché si…
Sono vicina al popolo palestinese. Unità a voi nella preghiera. Soffro con voi. Quando finirà? Il mondo che conta e…
il soldato in questione è stato ricevuto in ambito isareliano in Italia credo anche una scuola ebraica a Milano ma…
[…] dalla “devastazione che si è dispiegata davanti agli occhi del mondo”. ( https://bocchescucite.org/difendere-la-dignita-e-la-presenza-del-popolo-di-gaza/ ) Mai così espliciti e rinunciando…
Grazie per il vostro coraggio Perché ci aiutate a capire. Fate sentire la voce di chi non ha voce e…