L’Associazione Addameer guarda con grande preoccupazione al crescente numero di arresti politici in Cisgiordania

Articolo pubblicato originariamente su Addameer e tradotto dall’inglese dalla redazione di Bocche Scucite

Le Forze di sicurezza palestinesi (PSF) hanno arrestato circa 65 palestinesi durante il mese di agosto, tra cui 6 studenti universitari. Durante l’ultima settimana di agosto, sono stati registrati circa 22 arresti politici da parte delle agenzie di Intelligence generale e di Sicurezza preventiva, 5 dei quali sono stati arrestati dopo essere stati convocati per un interrogatorio. Inoltre, una cittadina è stata convocata per un interrogatorio e un’intera famiglia è stata arrestata nella città di Nablus.

Queste diffuse campagne di arresti condotte dalle PSF in varie città della Cisgiordania coincidono con importanti operazioni di arresto e raid condotte dall’esercito di occupazione negli ultimi mesi in Cisgiordania. Queste campagne di arresto prendono di mira prigionieri rilasciati, studenti universitari e persone anziane e spesso comportano un uso eccessivo della forza e della violenza fisica.

Tra i detenuti politici nelle carceri del PSF c’è Fadi Al-Bari (39 anni) di Ramallah. È stato arrestato il 18 luglio 2023 dalla General Intelligence Agency e, nonostante i diversi ordini del tribunale per il suo rilascio, l’Agenzia si è rifiutata di rilasciarlo. L’Associazione Addameer per il sostegno ai prigionieri e i diritti umani ha presentato una petizione al Tribunale amministrativo e il 24 agosto 2023 il Tribunale ha ordinato il suo rilascio. Tuttavia, la General Intelligence Agency lo ha riarrestato la sera stessa dopo averlo convocato per “ritirare i suoi documenti”. Al-Bari rimane tuttora detenuto nelle carceri della General Intelligence.

L’Associazione Addameer chiede al Procuratore Generale palestinese, Consigliere Akram Al-Khatib, e ai capi delle agenzie di sicurezza palestinesi di rilasciare immediatamente tutti i detenuti politici che sono stati arrestati per motivi legati alla loro affiliazione politica e al loro coinvolgimento in attività sindacali studentesche. L’Associazione chiede inoltre la cessazione dei procedimenti giudiziari contro gli studenti universitari e il rispetto e l’attuazione delle decisioni giudiziarie palestinesi senza indugio, in conformità con gli obblighi dello Stato di Palestina ai sensi degli accordi e delle convenzioni internazionali che ha firmato.

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