“Non un secondo in più”: attivisti di Palestine Action in sciopero della fame nel Regno Unito – aggiornamento dell’11/01/2026

Di Veronica Bianchini

“NON UN SECONDO DI PIÙ”

HEBA MURAISI, 31 anni, detenuta presso il carcere di Bronzefield (Ashford, Surrey), 70° giorno di sciopero della fame: ricoverata in ospedale 3 volte nel corso delle ultime 9 settimane, respira a fatica, ha spasmi muscolari incontrollabili probabilmente dovuti a problemi neurologici sopraggiunti a causa del prolungato digiuno, forti dolori e basso numero di globuli bianchi. L’amica Amareen Afzal, che le ha fatto visita in carcere mercoledì, ha notato inoltre un deterioramento della memoria e difficoltà nel sostenere una conversazione. Heba ha dichiarato che sta letteralmente morendo in carcere, è consapevole della condizione in cui si trova e preoccupata per ciò che l’aspetta.

KAMRAN AHMED, 28 anni, detenuto presso il carcere di Pentoville (Londra), 63° giorno di sciopero della fame: ricoverato in ospedale 7 volte dall’inizio dello sciopero della fame, ha perso l’udito dall’orecchio sinistro probabilmente per problemi neurologici sopraggiunti a causa del prolungato digiuno, respira a fatica, avverte dolori al petto e soffre di vertigini. Il battito del cuore è rallentato, a tratti inferiore alle 40 pulsazioni al minuto; i medici hanno rilevato “cambiamenti significativi nel suo elettrocardiogramma” che lo espongono al rischio di arresto cardiaco improvviso. La sorella Shamina Alam, che gli ha fatto visita in carcere domenica scorsa, racconta di essere in ansia perché: “più passa il tempo, più Kamran si convince che continuerà a digiunare fino a quando le sue richieste non saranno accolte. […] E’ consapevole di potere morire da un momento all’altro, ma resta comunque determinato”.

LEWIE CHIARAMELLO, 23 anni, detenuto presso il carcere di Bristol, 49° giorno di sciopero della fame: affetto da diabete di tipo 1, ha intrapreso lo sciopero della fame a giorni alterni nonostante il più elevato rischio di morte causato dalla patologia di cui soffre. Nei giorni in cui rifiuta il cibo avverte senso di disorientamento, vertigini ed estrema debolezza. La compagna, che gli ha fatto visita in carcere mercoledì, racconta di essere preoccupata per lo stato depressivo in cui si trova e perché il rischio di coma diabetico diventa ogni giorno più alto.

Dichiara James Smith, specialista in medicina d’urgenza e parte del gruppo di medici che presta supporto ai detenuti in sciopero della fame: “Considerato come stanno andando le cose, questa vicenda non può che concludersi con il progressivo deterioramento delle condizioni di salute e infine la morte degli attivisti. Gli organi possono resistere per un periodo di tempo piuttosto lungo, soprattutto in persone giovani e in salute, per poi cedere molto velocemente”.

Preoccupante è inoltre la prospettiva che, quand’anche i giovani decidessero di sospendere adesso il loro sciopero della fame, possano riportare comunque danni permanenti. Spiega Jonathan Fluxman, medico di base in pensione, esperto nel valutare lo stato di salute di pazienti detenuti in prigione e nei centri di detenzione per migranti: “Gli attivisti hanno esaurito da giorni ogni riserva lipidica ed energetica. Per continuare a svolgere le sue funzioni vitali il corpo è quindi costretto a intaccare i tessuti degli organi e dei muscoli”.

5 degli attivisti repubblicani dell’IRA e del INLA coinvolti nello storico sciopero della fame che ha avuto luogo nell’Irlanda nel Nord nel 1981, sono morti tra il 59° e 61° giorno della protesta. Bobby Sands è morto al 66° giorno di digiuno.

Heba Muraisi e Kamran Ahmed sono detenuti in attesa di processo dal 19 novembre 2024, Lewie Chiaramello dal 3 luglio 2025; a loro carico non è stata formalizzata alcuna accusa, la durata massima della detenzione preventiva consentita dalla legge nel Regno Unito è di sei mesi.

Heba, Kamran e Lewie sono attivisti di Palestine Action, organizzazione di azione diretta proscritta dal governo britannico a luglio del 2025 per essere riuscita ad interferire efficacemente con le attività della Elbit Systems nel Regno Unito in virtù di una modalità operativa altamente strategica.

Per approfondire:

LINK al VIDEO realizzato da Cage International sul modo in cui opera Palestine Action

Fonti:

Prisoners for Palestine

https://prisonersforpalestine.org/

Al Jazeera

https://www.aljazeera.com/news/2026/1/8/palestine-action-hunger-strikers-near-death-intent-on-continuing-protests

MintPressNews

https://x.com/MintPressNews

Novara Media

https://novaramedia.com/2026/01/09/what-happens-to-the-human-body-on-hunger-strike/

Diario d’Irlanda

https://www.youtube.com/watch?v=cDHKZ1KYYJQ

Cage International

https://www.cage.ngo/articles/cage-releases-comprehensive-study-on-the-effectiveness-of-palestine-action-s-direct-action-campaign-in-the-uk

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