Poesie da Gaza: lavateci con l’acqua della speranza / e vestiteci con un abito bianco / non un sudario.

Poesia pubblicata originariamente su We Are Not Numbers. Traduzione a cura della redazione di Bocche Scucite

Artist: Ismael Álvarez, Flyers for Falastin

Di Asmaa Tayser Dwaima

O Dio,
innalzaci fino a Te
come hai innalzato Gesù, figlio di Maria.
Lavaci con l’acqua della speranza
e rivestici di una veste bianca —
non di un sudario.

O Dio,
trasformaci in uccelli
così che, con i nostri becchi, possiamo raccogliere
i resti dei martiri,
le loro membra,
le loro risate,
il profumo di muschio nei loro abiti strappati,
per poterli ricomporre
come erano destinati a essere —

Interi,
con volti e dita,
toraci e gambe.
Così che una figlia possa sorridere
al ritorno finale di suo padre.

Completi,
così che una moglie possa posare
un ultimo bacio d’addio.
E una madre possa lanciare ululati di gioia
nel ritrovare una sola scarpa.

O Dio,
facci restare sospesi nell’aria
affinché i nostri piedi non calpestino
il cranio di un bambino,
né cancellino
le ultime impronte
di una donna all’angolo di una strada,
dal cui ventre lacerato
un cordone ombelicale penzola
fino a un bambino senza vita.

O Dio,
rendimi una nube nera
così che io possa finalmente riversare
le mie lacrime pesanti
come pioggia.

Nota dell’editore: madri, figlie e mogli dei martiri spesso celebrano e lanciano ululati di gioia nel ritrovare qualsiasi oggetto appartenuto ai loro cari perduti, anche una sola scarpa.

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