Poesia pubblicata originariamente su We Are Not Numbers. Traduzione a cura della redazione di Bocche Scucite
Artist: Ismael Álvarez, Flyers for Falastin
O Dio,
innalzaci fino a Te
come hai innalzato Gesù, figlio di Maria.
Lavaci con l’acqua della speranza
e rivestici di una veste bianca —
non di un sudario.
O Dio,
trasformaci in uccelli
così che, con i nostri becchi, possiamo raccogliere
i resti dei martiri,
le loro membra,
le loro risate,
il profumo di muschio nei loro abiti strappati,
per poterli ricomporre
come erano destinati a essere —
Interi,
con volti e dita,
toraci e gambe.
Così che una figlia possa sorridere
al ritorno finale di suo padre.
Completi,
così che una moglie possa posare
un ultimo bacio d’addio.
E una madre possa lanciare ululati di gioia
nel ritrovare una sola scarpa.
O Dio,
facci restare sospesi nell’aria
affinché i nostri piedi non calpestino
il cranio di un bambino,
né cancellino
le ultime impronte
di una donna all’angolo di una strada,
dal cui ventre lacerato
un cordone ombelicale penzola
fino a un bambino senza vita.
O Dio,
rendimi una nube nera
così che io possa finalmente riversare
le mie lacrime pesanti
come pioggia.
Nota dell’editore: madri, figlie e mogli dei martiri spesso celebrano e lanciano ululati di gioia nel ritrovare qualsiasi oggetto appartenuto ai loro cari perduti, anche una sola scarpa.

il soldato in questione è stato ricevuto in ambito isareliano in Italia credo anche una scuola ebraica a Milano ma…
[…] dalla “devastazione che si è dispiegata davanti agli occhi del mondo”. ( https://bocchescucite.org/difendere-la-dignita-e-la-presenza-del-popolo-di-gaza/ ) Mai così espliciti e rinunciando…
Grazie per il vostro coraggio Perché ci aiutate a capire. Fate sentire la voce di chi non ha voce e…
Vorrei sapere dove sarà l'incontro a Bologna ore 17, grazie
Parteciperò alla conferenza stampa presso la Fondazione Basso il 19 Mercoledì 19 febbraio. G. Grenga