Articolo pubblicato originariamente sul Manifesto. Fonte: Pagina Facebook di Pasquale Porciello
Di Pasquale Porciello
Notte di bombe a Beirut: il Libano sull’orlo della guerra definitiva
Di Pasquale Porciello
Libano, Undici esplosioni nella notte sulla capitale libanese. Israele colpisce il quartier generale di Hezbollah e ordina l’evacuazione dell’intera periferia sud. Migliaia di sfollati in fuga mentre il conflitto si allarga
Pioggia di bombe su Beirut. Undici le violentissime esplosioni che hanno tenuto la capitale libanese e i suoi abitanti svegli per tutta la notte. L’esercito israeliano afferma di aver raso al suolo il quartier generale di Hezbollah, «la sede del consiglio esecutivo». La città è stamattina come paralizzata. Poche auto per strada, scuole chiuse, un silenzio surreale per chi è abituato al caos vitale delle mattine beirutine. Nei negozietti di alimentari, i dukkeni, polso della vita di quartiere, e nelle case, sono tutti inchiodati davanti alla tv per le ultime notizie.
I bombardamenti cominciano alle 21:30 di ieri sera, dopo ore infinite di attesa dall’ordine di evacuazione che arriva alle due di pomeriggio. Colpiti i quartieri di Jamous, Mcharrafieh, Haret Hreik, Maamoura, Kafa’ate, Burj el-Barajneh. Nulla di nuovo, si tratta degli stessi luoghi in cui la guerra è stata già devastante nel 2023-24, soprattutto nelle ultime fasi prima della tregua siglata il 27 novembre 2024, che Israele ha violato oltre 10mila volte. Nulla di nuovo, se non la portata dell’operazione. Questa volta l’ordine di evacuazione ha interessato l’intera Dahieh, facendo presagire un affondo – almeno nella volontà israeliana – definitivo contro Hezbollah.
La Dahieh è certamente l’area a più alta concentrazione sciita e il luogo dove si trova la base di Hezbollah nella capitale, ma è una delle zone più densamente popolate della capitale e del Libano, con circa mezzo milione di abitanti a torto associati in blocco con Hezbollah. Si tratta di quartieri misti, popolari, abitati da sciiti, sunniti, cristiani, moltissimi immigrati di origine africana.
Quando l’ordine di evacuazione imposto dall’esercito israeliano alle quattro municipalità che compongono la periferia sud di Beirut arriva, è il panico generale. Le strade sono tutte bloccate e ci sono code chilometriche sulle vie di fuga. Si tratta di un esodo biblico. Gli sfollati di Dahieh si uniscono infatti a quelli del sud. Israele ha in questi giorni ordinato l’evacuazione di tutta la zona a sud del fiume Litani e già migliaia di persone si erano messe in cammino verso il nord del paese.
Lo stato ha, assieme a ong locali e internazionali, riallestito i centri di accoglienza mai dismessi del tutto serviti per dare soccorso al milione e mezzo di sfollati della prima fase di questa guerra. Ora i numeri non sono ancora definitivi, ma è facile pensare a cifre altrettanto alte. Molti i siriani che vivevano in Libano rientrati in patria in queste ore, circa 30-40mila. Assieme a loro, moltissimi libanesi hanno attraversato il confine siriano, tanto che Damasco ha rafforzato i controlli alla frontiera.
Migliaia di persone hanno passato la notte sulla corniche, l’ampio lungomare di Beirut, in attesa di una sistemazione migliore.
Dall’inizio di questa fase del conflitto, all’alba di lunedì scorso, i bombardamenti su Beirut sono stati 26. Israele ha intensificato i bombardamenti sul sud del Libano e sulla valle della Bekaa. Ieri è stato anche ucciso un quadro importante di Hamas assieme alla moglie nel campo palestinese di Beddaoui, nel nord del paese, presso Tripoli. Hezbollah questa mattina ha fatto sapere di aver lanciato missili sul nord di Israele, sul Golan occupato e sulla base navale di Haifa. Scontri a Khiam, cuore della battaglia sul campo tra Hezbollah e l’esercito israeliano che da qualche giorno ha cominciato l’invasione di terra del sud del Libano.
Gli interventi della diplomazia europea, primo fra tutti quelli dell’Eliseo – Macron aveva esortato Netanyahu a non spostare la guerra in Iran anche in Libano – sono valsi a poco. Ieri il ministro delle finanze israeliano Smotrich aveva, prima degli attacchi a Beirut Sud, dichiarato di volerla rendere «come Khan Younis».
Per Hezbollah questa è una guerra di sopravvivenza. Gli interessi di Israele nel sud del Libano sono chiari da tempo. Primo fra tutti il contestato confine marittimo che regola la gestione delle trivellazioni per l’estrazione del gas naturale a largo delle coste.
Il paese è in questo momento sospeso, ma tutti hanno la certezza che questa sia una guerra definitiva che cambierà di molto gli equilibri del Libano.

Sono vicina al popolo palestinese. Unità a voi nella preghiera. Soffro con voi. Quando finirà? Il mondo che conta e…
il soldato in questione è stato ricevuto in ambito isareliano in Italia credo anche una scuola ebraica a Milano ma…
[…] dalla “devastazione che si è dispiegata davanti agli occhi del mondo”. ( https://bocchescucite.org/difendere-la-dignita-e-la-presenza-del-popolo-di-gaza/ ) Mai così espliciti e rinunciando…
Grazie per il vostro coraggio Perché ci aiutate a capire. Fate sentire la voce di chi non ha voce e…
Vorrei sapere dove sarà l'incontro a Bologna ore 17, grazie