Preghiere dalla Palestina: I CORPI DI UN POPOLO DI PRIGIONIERI

“Giunga fino a te il pianto dei prigionieri, con la tua immensa forza libera i condannati a morte!” (Salmo 79,11)

Ogni giorno è ancora morte e lutto ovunque, Signore. Ogni villaggio è ormai a rischio, minacciato dai coloni. Ogni famiglia nella sua casa è più insicura e aumenta in tutti la paura.

I ​​coloni, i militari, hanno lo stesso obiettivo: uccidere, distruggere, renderci la vita impossibile. Il popolo resiste, Signore, ma per quanto ancora? La vita non è più sopportabile. Chi può proteggerci? Tu solo, Signore, sei il nostro unico protettore.

Giunga fino a te il pianto dei prigionieri, Dio della giustizia.

Arrestati, maltrattati, umiliati, torturati. Ma è tutto il nostro popolo palestinese che viene “a malapena tenuto in vita”, come hanno denunciato le Nazioni Unite per i quasi diecimila palestinesi detenuti da Israele.

Altre migliaia di cadaveri di nostri familiari vengono sequestrate e trattenute come corpi prigionieri, mentre a casa ancora ne attendono il ritorno per poterli piangere ai funerali.

“Giunga fino a te il pianto dei prigionieri, Dio della pace.

Non vogliono solo seminare paura. L’agenda israeliana prevede di annettere tutta la Terra santa, di uccidere e costringerci ad andarcene tutti.

Non basta più pregare per la riconciliazione e per il rispetto di tutti. C’è uno spirito maligno che si è impossessato degli uomini.

“Giunga fino a te il pianto dei prigionieri, con la tua immensa forza libera i condannati a morte!”.

Fa che il mondo esiga finalmente la libertà per questa Terra santa che tu hai voluto come segno della santità di tutta la terra.

Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme, 15 agosto 2026

Tutte le preghiere sono scaricabili dal sito www.bocchescucite.org

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