Il Palestine Museum US presenterà una mostra sul ricamo (tatreez) di Gaza alla Biennale di Venezia

Articolo pubblicato originariamente su The National News. Traduzione a cura della redazione di Bocche Scucite

La mostra presenterà 100 opere ricamate realizzate da donne nei campi profughi e nei villaggi del Libano, della Giordania e della Cisgiordania

Il Palestine Museum US presenterà una mostra dedicata al tatreez palestinese alla Biennale di Venezia del 2026; gli organizzatori descrivono le opere come «una testimonianza del genocidio a Gaza».

La mostra, intitolata «Gaza – No Words – See the Exhibit», è stata annunciata come evento collaterale ufficiale del festival della durata di sei mesi. Saranno esposte 100 opere ricamate realizzate da donne palestinesi nei campi profughi e nei villaggi in Libano, Giordania e Cisgiordania.

Tatreez è la parola araba che significa ricamo, ma è anche diventata sinonimo specifico della tradizione palestinese del punto croce. Storicamente ricamati su abiti e altri capi di vestiario, i suoi disegni, colori e motivi sono da tempo portatori di segni distintivi dell’identità regionale, del background familiare e dello status sociale.

Questa tradizione è stata inserita nel 2021 nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco e, nel corso del tempo, è diventata anche un simbolo più ampio della memoria culturale e della continuità palestinese.

Secondo il museo, ogni opera, delle dimensioni di 50 cm per 80 cm, è composta da 55.000 punti, per un totale di 5,5 milioni di punti nell’intera mostra.

Le opere raffigurano scene di Gaza e intendono costituire, secondo le parole degli organizzatori, «una testimonianza indelebile delle atrocità commesse a Gaza, conservando le prove e rendendo conto delle esperienze delle persone colpite».

La mostra sarà ospitata a Palazzo Mora a Venezia dal 9 maggio al 22 novembre. Sarà aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, tranne il martedì, e l’ingresso sarà gratuito.

“Siamo onorati di portare questa importante opera sulla scena mondiale”, ha dichiarato Faisal Saleh, fondatore e direttore del Palestine Museum US. “Speriamo che questa mostra sensibilizzi l’opinione pubblica e ispiri azioni a sostegno del popolo palestinese.”

Il museo invita inoltre privati e organizzazioni a sponsorizzare le opere in mostra; i nomi dei sostenitori saranno ricamati accanto a quelli degli autori.

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