Il tempo non guarisce tutte le ferite: i gazawi feriti negli scontri del 2021 descrivono la vita a un anno di distanza

Articolo pubblicato originariamente da B’tselem e tradotto dall’inglese dalla redazione di Bocche Scucite

Una donna palestinese guarda fuori dalla sua casa danneggiata da un bombardamento israeliano a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza [File: Mohammed Salem/Reuters].

Circa 15 mesi dopo i combattimenti che ha avuto luogo a Gaza nel maggio 2021 (operazione “Guardian of the Walls”), Israele ha fatto piovere fuoco sulla Striscia di Gaza ancora una volta, lanciando un nuovo “round” di combattimenti (Breaking Dawn). I combattimenti dell’agosto 2022 sono durati tre giorni e hanno causato la morte di 49 palestinesi.

Negli ultimi mesi, B’Tselem ha parlato con molti dei feriti dei combattimenti del maggio 2021, che stanno ancora lottando per riabilitarsi. In quell’occasione furono uccisi 233 palestinesi, tra cui 38 donne e 54 bambini. Più della metà non ha preso parte ai combattimenti. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, decine di migliaia di persone hanno perso le loro case e decine di strutture sanitarie e infrastrutturali sono state danneggiate. I rottami degli edifici e i pali dei servizi pubblici caduti hanno bloccato strade e vie, impedendo il passaggio di ambulanze e altri veicoli che evacuavano le vittime. I danni alla rete elettrica e alle infrastrutture idriche hanno reso difficile il funzionamento degli ospedali.

Nelle loro testimonianze, i feriti forniscono la loro prospettiva personale su come loro e le loro famiglie stanno affrontando le sfide della riabilitazione. Oltre alle storie personali, le testimonianze gettano luce sul contesto più ampio in cui vivono i feriti di questo e dei precedenti combattimenti, nel disperato tentativo di riabilitarsi. La riabilitazione dopo una grave ferita è un processo difficile in qualsiasi circostanza, con complessi aspetti di salute fisica e mentale. A Gaza, tuttavia, è ancora più difficile, poiché il numero di feriti continua a crescere da un round di combattimenti all’altro, mentre l’infrastruttura sanitaria di Gaza continua a sgretolarsi a causa del blocco israeliano.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, due dei 30 ospedali di Gaza hanno smesso di funzionare durante i combattimenti del maggio 2021 a causa dei danni subiti e gli altri hanno funzionato solo parzialmente. Inoltre, 57 delle 93 cliniche di assistenza primaria hanno smesso di funzionare, mentre le altre hanno funzionato parzialmente. Il sistema sanitario di Gaza è alle prese con una grave carenza di medicinali, attrezzature e medici, in particolare di medici con una formazione aggiornata. Nonostante ciò, nell’ambito del blocco su Gaza, Israele continua a limitare l’ingresso di medicinali e attrezzature mediche avanzate a Gaza e nega ai medici l’uscita per la formazione, danneggiando ulteriormente i feriti e negando loro un’adeguata riabilitazione. Israele nega anche a molti dei feriti l’accesso alle istituzioni mediche in Cisgiordania, a poche decine di chilometri di distanza, per ricevere i trattamenti medici di cui hanno bisogno e che non sono disponibili nella Striscia di Gaza.

Secondo Handicap International, attualmente a Gaza ci sono circa 50 centri di riabilitazione non governativi che dipendono da finanziamenti di fondazioni straniere. Soffrono di carenza di personale, hanno difficoltà a formarlo e sono in grado di offrire solo fisioterapia e supporto psicosociale. La riabilitazione professionale con dispositivi di assistenza, ad esempio, è raramente disponibile. Per quanto riguarda le protesi, Gaza ha attualmente solo due strutture di riabilitazione ortopedica, una gestita dalla Croce Rossa e l’altra, istituita nel marzo 2022, che opera con finanziamenti del Qatar.

Israele si sottrae alle responsabilità e si è esonerato dal pagamento di qualsiasi indennizzo per quasi tutte le lesioni, adducendo “azioni di guerra” attraverso atti legislativi, lasciando ai richiedenti palestinesi probabilità infinitesimali di ricevere un risarcimento monetario per i danni e le sofferenze che Israele ha causato loro. Le vittime dei combattimenti a Gaza soffrono di estreme difficoltà economiche e non hanno accesso al tipo di supporto che può consentire la riabilitazione. Vivono nella costante paura e nel terrore di nuovi combattimenti, con la sensazione che in qualsiasi momento potrebbero tornare a essere bersaglio del fuoco israeliano. Abbiamo parlato con giovani adulti e studenti gravemente feriti, nonché con genitori di bambini gravemente feriti, alcuni dei quali hanno perso dei familiari e altri hanno riportato disabilità permanenti. Ci hanno descritto le loro lotte quotidiane, mentre affrontano le debilitanti ferite fisiche e psicologiche.

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