“Cara Teresa, mi dispiace di non essere a casa con te in questo momento. Purtroppo tuo padre, tua madre, e tante altre persone in tutto il mondo hanno compreso il momento storico e responsabilità che abbiamo”. Dal carcere israeliano in cui è rinchiuso, tramite i suoi legali Thiago Ávila ha inviato una lettera alla figlia. Per spiegarle i motivi che l’hanno spinto a salire a bordo di una delle navi della Flotilla, cercando di spezzare il blocco israeliano su Gaza.
“Oggi oltre un milione di bambini stanno subendo un genocidio, morendo di fame, subendo amputazioni senza anestesia e soffrendo a causa di idee orribili e piene di odio, pur non sapendo cosa siano il sionismo e l’imperialismo – scrive -. Sono sicuro che anche voi sentite molto la mia mancanza e che tutte le madri e i padri dei bambini palestinesi sentono altrettanto la loro mancanza e darebbero qualsiasi cosa per vivere una vita di amore, felicità e gioia, che ogni essere umano merita, indipendentemente da razza, religione, etnia o qualsiasi altra caratteristica. Il tuo mondo – continua – sarà più sicuro perché molti genitori hanno deciso di dare tutto per costruire un mondo migliore per te. Spero che un giorno tu capisca che, poiché ti amo così tanto, non c’era niente di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio”.

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il soldato in questione è stato ricevuto in ambito isareliano in Italia credo anche una scuola ebraica a Milano ma…