Articolo pubblicato originariamente su We are Not Numbers. Traduzione dall’inglese a cura della redazione di Bocche Scucite
Foto di copertina: In fuga da Khan Younis Est tra la folla, 22 luglio 2024. Foto: Saja Sharef Abudagga
La città puzza di morte e di lacrime.
Potresti obiettare che le lacrime non hanno odore.
Quanto ti sbaglieresti.
Se solo potessi avere i miei sensi per un giorno,
o per una luna.
Vedresti attraverso i muri,
sentiresti urla ormai lontane,
terresti tra le mani un’aria pesante.
Avresti il cervello bruciato e i polmoni incatramati,
riempiti di fumo e smog.
Attraverso la città senza essere vista,
non un fantasma, non proprio una persona.
Sono stata trascinata
da un’onda umana
in un vicolo freddo e laterale.
Mi ha avvicinata alla mia fede,
ma non abbastanza.
E mi ha lasciata a chiedermi:
Il cemento non mi ha portata via.
Nemmeno un proiettile vero è riuscito a farlo.
Che cosa sono?
Qui senso e ragione non valgono.
Forse non ho mai lasciato quel vicolo freddo.

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